
Pallina da golf - Foto Robert Perry PA Wire/PA Images / IPA
A pochi giorni dal Masters di Augusta, primo dei quattro Major stagionali, il mondo del golf torna a parlare della “guerra” tra il PGA Tour e il LIV. Il circuito finanziato dal PIF, l’arabo Public Investment Fund, non accenna a fermarsi e nelle ultime ore ha addirittura cercato di approcciare il PGA per proporre un’offerta economica dal grandissimo impatto.
L’organizzazione guidata da Yasir al-Rumayyan avrebbe messo sul piatto un miliardo e mezzo di dollari da investire nel PGA Tour, una cifra che avrebbe pareggiato quella già investita dagli statunitensi di Strategic Sports Group quando nell’estate del 2023 la spaccatura del mondo golfistico si è definitivamente materializzata. Il tutto a patto che al-Rumayyan potesse ricoprire il ruolo di “co-presidente” del PGA Tour, portando tutta una serie di altre concessioni e vantaggi al mondo LIV.

Una proposta che però il PGA Tour ha rigettato al mittente, definendola semplicemente “inaccettabile”. Le fonti interne al massimo circuito statunitense, che ufficialmente non ha commentato le notizie delle ultime ore, spiegano come non sia possibile immaginare un simile investimento mentre il LIV continua indisturbato a organizzare i suoi eventi indipendenti. Allo stesso tempo però una “pace” con annessa riunificazione dei giocatori è nell’interesse del PGA, nonostante l’esistenza stessa del LIV Golf nella sua attuale forma e organizzazione renda tutto molto complicato.
Sul tema delle negoziazioni si è detto molto negli ultimi mesi, a cominciare dai giocatori stessi. Il nordirlandese Rory McIlroy, attuale numero due del mondo e “simbolo” del PGA Tour opposto al LIV, ha chiaramente parlato del fatto che “si deve essere in due per ballare un tango”. Un riferimento alla mancata disponibilità di LIV nel sedersi al tavolo delle trattative. Lo stesso commissioner del PGA Tour, Jay Monahan, si era espresso con ottimismo affermando che alcuni aspetti del LIV potrebbero essere implementati anche nel circuito statunitense.
Vedremo se nel prossimo futuro questa situazione di stallo saprà sbloccarsi, magari sulla spinta della Casa Bianca. Donald Trump è infatti tornato a parlare della possibile “fusione” tra PGA Tour e LIV definendola come auspicabile. Il presidente americano, grande appassionato di golf e investitore nel mondo del green, ha ribadito la sua volontà di giocare un ruolo importante nelle negoziazioni. Lo scorso febbraio lo stesso Yasir al-Rumayyan si è recato alla Casa Bianca affermando come LIV non si senta rispettata dal “tradizionale ecosistema” golfistico.
In tutto questo, il nuovo CEO di LIV Scott O’Neil sarà ad Augusta per il Masters, dove saranno in gara anche una dozzina di giocatori appartenenti al circuito arabo. Tra questi spiccano i nomi di vincitori della giacca verde in passato come Phil Mickelson, Dustin Johnson, Brooks Koepka e Sergio Garcia ma non solo. Tutti giocatori che adesso dovranno anche trattare per rinnovare i rispettivi contratti con LIV, che ha garantito centinaia di milioni di dollari per convincere grandi campioni a lasciare il PGA Tour.