
Helmut Marko - Foto Hasan Bratic/SIPA/IPA
Helmut Marko, consulente di Red Bull, si è concesso ai microfoni di BBC Radio 5 Live Breakfast, spiegando come è stata presa la decisione di sostituire Liam Lawson con Yuki Tsunoda: “Purtroppo la sua prestazione non è stata abbastanza buona e questo è dovuto alla sua autostima“. Secondo l’81enne austriaco, il pilota classe 2002 “aveva perso fiducia e non riusciva a dimostrare il suo vero potenziale“.
Lawson, che ha completato due soli weekend di gara con la Red Bull, è stato spostato in Racing Bulls, team gemello di quello di Milton Keynes. Il neozelandese ha commentato la notizia con un post su Instagram: “Essere un pilota della Red Bull Racing è sempre stato il mio sogno fin da bambino, è ciò per cui ho lavorato per tutta la vita. Sono grato per tutto ciò che mi ha portato fin qui. A tutti voi che mi siete stati accanto, grazie per tutto il supporto. Significa il mondo.”
Sul futuro della lineup, Marko ha chiarito che Tsunoda rimarrà in Red Bull “fino alla fine della stagione“ per dimostrare il suo valore “perché crediamo che possa fare il suo lavoro“. Aggiunge: “Tsunoda ha fatto un grande passo avanti. È strano dopo quattro anni, ora al suo quinto anno, ha una personalità molto più forte, ha più sicurezza e ha fatto due ottime gare, è solo che la sua strategia non ha funzionato alla Racing Bulls. In questo caso, un’esperienza automobilistica molto difficile è qualcosa che aiuterà. Questo era il nostro pensiero“.

“La sua carriera potrà ripartire”
La Red Bull ha deciso di sostituire Lawson dopo appena due gare perché “temevamo che la sua autostima fosse così compromessa da impedirgli di offrire le sue normali prestazioni“. Marko spiega: “E d’altra parte abbiamo due piloti per il campionato costruttori ma anche per supportare Max dal punto di vista strategico: se hai due piloti tra i primi cinque o otto è più facile massimizzare una strategia che favorisca il pilota numero uno“.
Il consulente Red Bull specifica che quella di Lawson non deve essere vista come una retrocessione: “Non è stato cacciato dalla F1 e la Racing Bulls gli darà la possibilità di riprendersi e la sua carriera potrà ripartire. Per il suo bene, torna alla Racing Bulls, che ha una vettura in grado di piazzarsi nella top 10 in qualifica e in gara”. In passato, altri piloti hanno vissuto un’esperienza simile a quella di Lawson: “Basta guardare al passato, è successo a [Pierre] Gasly, è successo lo stesso, anche a [Alex] Albon e si sono ripresi e ora sono piloti competitivi di F1“.
Marko non ignora le difficoltà della Red Bull in questo 2025: “Inoltre, la RB21 è una macchina che non è la più veloce, ma è comunque molto difficile da guidare. Max può gestirla, ma non in questa fase Liam”. All’austriaco viene chiesto perché, al momento della rescissione del contratto di Sergio Perez, la squadra non abbia puntato su Carlos Sainz: “Col senno di poi è sempre facile dirlo, ma quando era disponibile la situazione con la Red Bull Racing era diversa. All’inizio dell’anno, Sergio Perez è arrivato secondo due volte e stava ottenendo buoni risultati, ma solo più tardi Sergio ha avuto problemi con la macchina e le sue prestazioni sono calate”.
“Tutti i migliori piloti hanno clausole di prestazione”
La situazione in casa Red Bull non è facile e un addio di Max Verstappen non è escluso: “Abbiamo grande motivazione per raggiungere questo quinto titolo“, ha detto Marko. “Sappiamo anche che se non riusciamo a dare qualcosa a Max, tutti i migliori piloti hanno clausole di prestazione nei loro contratti. Quindi dobbiamo assicurarci che abbia una macchina con cui possa vincere e giovedì scorso c’è stato un incontro molto costruttivo, tra Max e gli ingegneri, e hanno discusso su come procedere per migliorare la macchina, renderla più guidabile e avere una gamma più ampia di guidabilità, e tutto è andato molto positivamente”.