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La Juventus, dopo una stagione di alti e bassi, si appresta ad aprire una nuova era tant’è che, nella giornata odierna, un commosso Fabio Paratici ha dato il proprio definitivo addio al club bianconero: “Ringrazio il presidente per quest’ultima occasione per salutarvi. E’ un privilegio, sono stati anni speciali nei quali abbiamo vinto tanto. Ho dato tutto quello che avevo, andrò in altri club e spero di trovare la stessa passione e lo stesso amore per ciò che si fa. Non ho mai pensato di interrompere il percorso prima, mi sono goduto tutti i momenti e ho potuto osservare ogni giorno alcuni tra i migliori calciatori della storia del calcio. Ho lavorato con gente che ha fatto la storia del calcio, è stata una grandissima occasione e una vera fortuna. Ora che le strade si dividono non posso che essere grato, in questa settimana non ho avuto rabbia o delusione per la separazione. Sono commosso, orgoglioso e riconoscente, ma anche felice per quanto fatto in questi anni insieme. Momento più bello? Il gol di Borriello a Cesena”.
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In conferenza stampa è intervenuto anche il presidente bianconero Andrea Agnelli: “Con Fabio Paratici abbiamo avuto dei momenti molto felici, conditi da grandi successi. Ha portato qui da noi dei giocatori del calibro di Dybala, Tevez e Cristiano Ronaldo. L’unico rammarico è Van Persie, quando organizzammo una cena a casa mia, ma poi saltò tutto. Fabio potrebbe raccontarti calcio a tutte le ore nel miglior modo possibile, penso a quelle rare chiamate alle 7:30 del mattino. Alla Juventus è arrivato un ragazzo e va via un uomo molto responsabile e vincente. Ha gestito il club in uno dei momenti più difficili della storia del calcio. Abbiamo deciso insieme che era il momento di prendere strade diverse”.Â
Il numero uno della Juventus si è anche soffermato sulla stagione del club e sul tema Superlega: “Il bilancio della stagione è comunque positivo nonostante le difficoltà . Non sempre abbiamo trovato le risposte che cercavano, adesso tutti dobbiamo imparare dagli errori commessi. Allegri ha grande grinta e voglia di tornare a guidare la squadra, quando la riorganizzazione dell’area sportiva sarà completata lo comunicheremo in una nuova conferenza stampa. Superlega? Io ho da sempre cercato di cambiare le competizioni europee dall’interno poiché il settore era in crisi anche prima del 2020. Non abbiamo fatto nessun colpo di stato, era più un grido di allarme per sottolineare le difficoltà del sistema. L’accordo tra i fondatori era condizionato dal preventivo riconoscimento da parte della Uefa, che ha subito manifestato una posizione molto dura. Solo tre club non si sono piegati alle minacce Uefa. Conosco quasi tutti in Uefa, per fortuna non tutti la pensano così. Gli sport hanno subito delle modifiche negli anni, così come l’Eurolega nel basket. I club invece di essere ascoltati, vengono demonizzati”.
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