
La separazione tra Antonio Conte e il progetto Napoli non è del tutto un’ipotesi infondata, soprattutto per il rapporto con Aurelio De Laurentiis che sembra sempre più logoro.
Le divergenze emerse nei mesi scorsi, in particolare dopo un mercato di gennaio giudicato insufficiente per puntare allo Scudetto, hanno lasciato il segno. Il tecnico leccese, da sempre esigente sul fronte degli investimenti e della pianificazione sportiva, non ha digerito il mancato salto di qualità in un momento cruciale della stagione dove Kvara ha dato il suo addio. Ora, con la Juventus che ha esonerato Thiago Motta dopo un pre-finale di stagione disastroso, le speculazioni sul futuro di Conte tornano ad accendersi. In casa bianconera, infatti, l’aria è cambiata in fretta.
Igor Tudor ha preso le redini della squadra, con un contratto fino al termine della stagione e un’opzione per il rinnovo legata alla qualificazione in Champions League, una scelta “tecnica”, che sa più di scossa che di nuovo ciclo. Sembra di rivedere il Tudor alla Lazio, dopo l’esonero di Maurizio Sarri dello scorso anno. Secondo molti, l’allontanamento di Motta è arrivato troppo tardi, perché già ampiamente sfiduciato da tempo nonostante le difese pubbliche da parte di Giuntoli. Il progetto costruito da quest’ultimo è stato smantellato in corsa, dopo mesi di risultati altalenanti e tensioni interne, ma la dirigenza guarda già oltre. La stagione in corso va salvata, ma il pensiero va inevitabilmente a chi siederà in panchina nel 2025/2026.
Conte alla Juventus, Capuano critico: “Aspettava solo una telefonata”
Il ritorno di Antonio Conte alla Juventus è un’idea che affascina molti, ma che lascia perplessi chi un anno fa vide lo stesso nome accantonato senza troppi scrupoli. Lo sottolinea Giovanni Capuano, intervenuto a Ti Amo Calciomercato sul canale YouTube di Calciomercato.it, commentando l’esonero tardivo di Thiago Motta: “Non mi aspettavo che la situazione precipitasse negli ultimi giorni, ma neanche che si potesse tenere un allenatore sfiduciato fino alla gara col Genoa”.

Secondo Capuano, l’errore principale della dirigenza è stato quello di costruire un progetto ideologico, partendo dalla rottura totale con il passato e affidandosi a un tecnico che non si è rivelato adatto soprattutto dal punto di vista caratteriale. Una gestione che, a suo dire, ricade direttamente sulle spalle di Cristiano Giuntoli, principale artefice della scelta Motta: “Ha sbagliato e deve risponderne. A gennaio non si è corso ai ripari, la rosa è stata costruita male. Il progetto fallisce, perché è stato pensato male”. Capuano in ultimo, ma non ultimo, non ha potuto fare a meno di spendere due parole sul retroscena Conte: “Ora si riciclano nomi come Conte, ma un anno fa aspettava solo una telefonata da Torino. Adesso fa sorridere che si voglia fare la guerra a De Laurentiis per portarlo via”.