
Francesco Farioli - Foto LiveMedia/Matthieu Mirville/DPPI
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Direttamente dalla Francia e da Nizza è arrivato un ulteriore, l’ennesimo messaggio di pace relativamente alla situazione drammatica che si sta vivendo in Israele. Farioli, tecnico del Nizza, nelle scorse ore ha dovuto fare i conti con la sospensione del suo giocatore Atal per “apologia di terrorismo” dopo un post legato al conflitto tra Israele e il movimento palestinese Hamas.
Queste le parole di Farioli nella conferenza stampa pre Marsiglia sul tema: “Ciò a cui stiamo assistendo in questo momento è una vera catastrofe umanitaria, al di là delle bandiere e delle religioni. Noi come sportivi, persone che hanno l’opportunità di parlare a tanta gente, abbiamo il dovere di mandare un messaggio di pace, per far sì che possa terminare prima possibile, che i bambini possano tornare ad abbracciare i loro genitori e che in questa regione del mondo, ma un po’ in tutto il mondo, ci possa essere un po’ più di pace e di tranquillità rispetto a quello che stiamo vedendo in questi giorni. Per quanto riguarda la sospensione di Atal penso che il comunicato del club sia stato molto chiaro. Youcef è un calciatore a cui tutti vogliamo bene, perché è un giocatore importante e un ragazzo a cui teniamo molto. Ma ripeto, come sportivi abbiamo molti diritti ma anche dei doveri. La scelta e il comunicato della società sono molto chiari. Ci sono una sospensione e un’indagine in corso, è un atto dovuto che va oltre l’aspetto sportivo“.
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