
Basket - Foto Jeff Hanisch / IPA
The road ends here. Nel fine settimana gli occhi degli appassionati di basket saranno puntati su San Antonio, teatro della Final Four Ncaa 2025. L’Alamodome, casa dei San Antonio Spurs negli anni ’90 e inizio anni 2000, si travestirà per un paio di giorni da sede dell’atto conclusivo della stagione 2024/25 del college basket. Saranno quattro le squadre a giocarsi il titolo: Florida Gators, Auburn Tigers, Duke Blue Devils e Houston Cougars. Il calendario prevede le due semifinali nella notte italiana tra sabato e domenica, con Duke che sfiderà Houston e Florida incontra Auburn, per delineare la finale che nella notte tra lunedì e martedì decreteranno l’ateneo vincitore.
Sarà un’edizione a suo modo storica, dal momento che è solo la seconda volta in assoluto che saranno presenti le quattro numero uno della nazione. In quasi 90 anni di storia della March Madness era capitato una volta sola, peraltro sempre a San Antonio: era il 2008, quando si impose Kansas in finale sulla Memphis di Derrick Rose. I favoriti sulla carta sono i Duke Blue Devils. L’ateneo con sede a Durham (North Carolina) può contare sul miglior prospetto stagionale del college basket, quel Cooper Flagg che con ogni probabilità sarà la prima scelta del prossimo Draft Nba. Ognuna delle altre tre squadre ha però delle armi per mettere in difficoltà Duke, e la March Madness è per antonomasia il palcoscenico delle sorprese, dunque non resta che godersi lo spettacolo. Analizziamo nel dettaglio le quattro formazioni partecipanti alla Final Four Ncaa.
Duke Blue Devils: non solo Flagg, una vera corazzata
Come detto in precedenza, i favori del pronostico pendono su Duke. Il titolo Ncaa manca da 10 anni, dal 2015, e questo potrebbe diventare il sesto della storia dell’ateneo, che permetterebbe di raggiungere a quota 6 gli acerrimi rivali, North Carolina Tar Heels. La formazione di coach Jon Scheyer è sulla carta la più forte dello stato: lo dimostrano anche le statistiche, dal momento che Duke arriva alla sfida imbattuta da 15 gare. I Blue Devils non perdono dal 9 febbraio, e in totale hanno collezionato soltanto tre sconfitte durante tutto l’arco della stagione nella competitiva Atlantic Coast Conference.
Ingabbiare Cooper Flagg non sarà facile per le squadre avversarie, dato il vasto arsenale offensivo che possiede il classe 2006 di Newport, ma i Blue Devils hanno un roster profondo, in cui accanto al top player gravitano diversi prospetti Nba. A cominciare da Kon Knueppel, uno dei migliori tiratori del prossimo Draft e giocatore all-around in grado di rendersi utile in mille modi su un campo da basket, che contro Alabama è stato il miglior realizzatore con 21 punti (conditi da 5 rimbalzi e 5 assist). Chiamata da primo giro è anche l’australiano Tyrese Proctor, così come il sudsudanese Khaman Maluach, rim protector di 218 cm con wingspan infinito e una buona mano anche a livello offensivo.
Houston Cougars: difesa e triple, ma contro Duke potrebbe non bastare
I Cougars si presentano alla settima Final Four della loro storia con una squadra matura, che nel corso della stagione è incappata in sole quattro sconfitte, tre delle quali a inizio stagione. Houston è in grado di mettere sul parquet un’intensità senza eguali, che gli permette di sopperire al minor talento rispetto alle altre tre formazioni arrivate fino a San Antonio. La difesa della formazione di coach Kelvin Sampson tende a mettere in difficoltà le avversarie sulla difesa del pick and roll e nel pitturato, sfruttando anche il grande atletismo a rimbalzo.
A fare la differenza saranno però le percentuali da fuori, altro punto di forza dei texani. Il back court formato da L.J. Cryer, Emanuel Sharp e Milos Uzan ha oltre il 40% nel tiro da fuori, mentre vicino a canestro servirà la miglior versione di J’Wan Roberts per creare grattacapi a Duke. Contro i centimetri di Maluach non sarà semplice, ma il senior delle Isole Vergini dovrà alzare il suo livello dopo due gare sotto tono contro Purdue e Tennessee anche per problemi di falli.
Florida Gators: tutto nelle mani di Clayton
La formazione di coach Todd Golden è la più profonda tra le partecipanti a queste Final Four Ncaa. Il reparto guardie è di livello assoluto con Alijah Martin, Will Richard e soprattutto Walter Clayton Jr., autentico trascinatore della squadra e che con tutta probabilità catalizzerà le maggiori attenzione della difesa di Auburn. Sotto canestro sarà fondamentale l’apporto di Alex Condon e di Tyler Haugh dalla panchina, quest’ultimo autore di 20 punti e 11 rimbalzi contro Texas Tech.
I Gators sono una squadra che non si arrende mai, come dimostrano le numerose rimonte compiute nei secondi tempi; contro UConn nel secondo turno hanno messo la freccia negli ultimi 3′, mentre alle Elite 8 contro i Texas Tech Red Raiders si sono superati, recuperando dal -9 sempre negli ultimi 180″, grazie alla straordinaria prestazione balistica di Clayton e a due triple fondamentali di Haugh. Tutto passerà dalle mani di Clayton, l’unico in grado di crearsi il tiro anche dal palleggio. Florida può contare anche sulla sua fisicità a rimbalzo offensivo, anche se dovrà limitare le palle perse per giocarsela. Dal 2000 in poi i Gators si sono spinti fino alle Final Four in cinque occasioni, e inseguono il terzo titolo dopo la doppietta da favola del 2006 e 2007.
Auburn Tigers: Broome ago della bilancia
Pendevano alcuni dubbi sulle condizioni dei Tigers alla vigilia del torneo, dati soprattutto dalle tre sconfitte di inizio marzo. Auburn ha però subito fugato ogni dubbio grazie a prestazioni convincenti durante la March Madness, che hanno evidenziato tutto il valore della squadra. Sarà la seconda Final Four Ncaa dopo quella del 2019, a dimostrazione del gran lavoro fatto da Bruce Pearl nei suoi undici anni sulla panchina della squadra. Il match contro Florida è interessante perché si incontrano due squadre dalle caratteristiche simili, pur avendo la propria star in ruoli diversi. Anche Auburn ha un parco guardie di alto livelli, in cui spiccano il tiratore Miles Kelly, un ottimo difensore come Denver Jones e l’esplosività dalla panchina del prospetto Nba Tahaad Pettiford.
Tutto o quasi però dipenderà dal go to guy della squadra, ovvero Johni Broome, candidato al premio di miglior giocatore della nazione. Il senior classe 2002 è uscito malconcio dalla sfida delle Elite 8 vinta contro i Michigan State Spartans, in seguito ad una caduta, che gli ha procurato problemi alla caviglia sinistra e al gomito destro. Costretto a uscire, dopo un paio di minuti negli spogliatoi è tornato in campo segnando la tripla che di fatto ha chiuso i conti, prendendosi anche la palma di migliore in campo grazie ai suoi 25 punti e 14 rimbalzi. I lunghi di Florida dovranno rimboccarsi le maniche contro Broome, ma sarà difficile da arginare data la sua abilità di sfruttare il vantaggio fisico vicino a canestro e di creare per i compagni se raddoppiato.